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Il Vino italiano
Ogni nostra Regione, ogni Provincia, ogni Comune
ha i suoi grandi vini rossi, bianchi, rosati.
La produzione di vino nella campagna 1996/97 è
stata di Hl. 52.300.000 in Italia e di Hl.
164.625.000 nell'Unione Europea.
L'Ispettorato Centrale Repressione Frodi
attribuisce importanza primaria al controllo del
settore vitivinicolo, destinandovi una parte
rilevante delle risorse umane e materiali
disponibili, visto il peso che esso assume nel
comparto agroalimentare nazionale per quantità e
qualità delle produzioni e per numero di
operatori interessati.
L'azione di controllo viene esercitata mediante
verifiche ispettive ed analisi di laboratorio
per le quali vengono impiegate attrezzature
scientifiche e metodologie analitiche
d'avanguardia, grazie alle quali è possibile
indagare sui costituenti del vino allo scopo di
accertarne la genuinità e caratterizzarne la
qualità.
I PERCHE' DI UN'ETICHETTA
L'etichetta che compare su una bottiglia o su di
un altro contenitore ha per il vino lo stesso
valore di un documento di riconoscimento.
Al di là delle immagini accattivanti e dei
colori che la caratterizzano, essa deve
soddisfare l'esigenza di informazione del
consumatore, ponendolo nelle migliori condizioni
per poter effettuare la sua scelta al momento
dell'acquisto di un prodotto.
Per raggiungere tale obiettivo l'etichetta deve
essere conforme alle norme, prevalentemente
comunitarie, che ne regolamentano il contenuto
mediante la definizione delle indicazioni che
debbono o possono esservi riportate.
Varie sono le tipologie di vini presenti sul
mercato e nella breve esposizione che segue
vengono riportate delle sintetiche indicazioni
relative ad alcune di esse.
Per rendere più semplice l'esposizione, possiamo
servirci dell'immagine di una piramide,
suddivisa in vari livelli. Alla base di detta
piramide, cioè al primo livello, trovano
idealmente collocazione i "vini da tavola"; man
mano che si sale ai livelli superiori troviamo
la categoria dei "vini ad indicazione geografica
tipica" (i.g.t.), poi quella dei "vini a
denominazione di origine controllata", per
giungere, infine, all'apice della piramide, dove
si collocano i vini a "denominazione di origine
controllata e garantita". E' evidente che
passando da un livello al successivo, secondo lo
schema precedente, aumenta anche la qualità del
vino.
Vini da Tavola
Sono vini senza alcuna indicazione di
provenienza o nome di vitigno o annata di
raccolta.
Quando in un'etichetta figura la denominazione
merceologica "vino da tavola", ci troviamo di
fronte ad un vino generico, privo di specifiche
caratteristiche qualitative, ma ciò non vuol
dire che sia di bassa qualità o che non sia
genuino.
Vini a Indicazione Geografica Tipica
Tali vini provengono, per almeno l'85%, dalla
zona geografica di cui portano il nome e devono
rispondere ad alcuni parametri indicati nei
"disciplinari di produzione", quali:
- la resa massima delle uve per ettaro;
- la resa di trasformazione delle uve in vino;
- la gradazione alcolometrica minima naturale;
- la gradazione alcolometrica al consumo;
- i vitigni da cui possono essere ottenuti, ecc.
Come già detto, i vini ad indicazione geografica
tipica si collocano tra i vini da tavola
generici ed i vini a denominazione di origine
controllata.
Vini a Denominazione Origine Controllata
Si tratta di vini di qualità, originari di una
regione ben determinata.
Le caratteristiche enochimiche (estratto secco,
acidità totale, ecc.) ed organolettiche (colore,
odore, sapore) devono rispettare i parametri
dettati dai Disciplinari di produzione, i quali
fissano anche i quantitativi di uve che possono
essere ottenute per ettaro di vigneto, la resa
di trasformazione uva/vino, la gradazione
alcolometrica minima naturale ed al consumo,
ecc..
In pratica, tutto il ciclo produttivo (dal
vigneto alla bottiglia) deve essere conforme a
quanto stabilito dal disciplinare di produzione.
I vini a denominazione di origine controllata, a
differenza dei vini ad indicazione geografica
tipica, sono controllati, anche
qualitativamente: prima di essere posti in
commercio devono essere sottoposti ad una
analisi chimico-fisica ed organolettica da parte
di apposite Commissioni di degustazione,
istituite presso ogni Camera di commercio, che
accerta la loro rispondenza ai requisiti
prescritti dalla legge.
Vini a Denominazione Origine Controllata e
Garantita
Sono prodotti di particolare pregio sottoposti a
regole di produzione più severe rispetto ai vini
a denominazione di origine controllata.
L'immissione al consumo deve avvenire in
recipienti aventi una capacità fino a 5 litri e
su ogni recipiente (bottiglia) deve essere
applicata una fascetta con l'emblema della
Repubblica italiana, fascette che vengono
assegnate agli imbottigliatori in base agli
ettolitri di vino effettivamente prodotti.
Prima di essere posti in commercio, devono
sottostare a due esami: quello
chimico-organolettico, come per i vini a
denominazione di origine controllata nella fase
di produzione, e quello organolettico, partita
per partita, prima dell'imbottigliamento.
I vini a denominazione di origine controllata e
garantita, per acquisire tale qualifica, devono
essere di particolare pregio e già riconosciuti
nella categoria dei vini a denominazione di
origine controllata da almeno 5 anni.
L'Unione europea riunisce in un'unica categoria
i vini da tavola ed i vini ad indicazione
geografica (i.g.t.) e, precisamente, nella
categoria dei "vini da tavola", mentre i vini a
denominazione di origine controllata e
controllata e garantita sono riuniti nella
categoria dei "vini di qualità prodotti in
regioni determinate (v.q.p.r.d.).
Una collocazione particolare hanno i vini
speciali e fra questi un ruolo importante per
tradizione e "nobiltà" rivestono i Vini Spumanti
che si dividono in naturali e gassificati, i
primi ottenuti con la fermentazione direttamente
in bottiglia (metodo classico) o in grandi
recipienti chiusi (metodo charmat), i secondi
tramite la semplice aggiunta di anidride
carbonica.
Abbiamo, inoltre, la categoria dei Vini
Frizzanti, che si differenziano dai precedenti
sia per una diversa tecnica di produzione che
per la differente sovrappressione dovuta
all'anidride carbonica endogena (se naturali) o
aggiunta (se gassificati).
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