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Il vino Chianti, uno dei più noti e apprezzati vini
rossi italiani, viene prodotto in vasta area della Toscana, comprendente
zone ben delimitate delle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia,
Prato e Siena, con le uve di Sangiovese (75-100%), a cui possono essere
aggiunte quelle di Canaiolo nero (massimo 10%), Trebbiano toscano e/o
Malvasia del Chianti (massimo 10%) e di altri vitigni a bacca rossa
raccomandati e/o autorizzati nelle unità amministrative della zona di
produzione. Ha colore rubino vivace, tendente al granato con
l’invecchiamento; odore intensamente vinoso, talvolta con profumo di
mammola e con più pronunziato carattere di finezza nella fase di
invecchiamento; sapore armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico,
che si affina col tempo al morbido vellutato, presentando vivezza e
rotondità nel caso abbia subìto il "governo" (lenta rifermentazione del
vino appena svinato con uve leggermente appassitea). Può portare in
etichetta il riferimento ad una delle sette sottozone geografiche
riconosciute, ovvero "Colli Aretini", "Colli Fiorentini", "Colli
Senesi", "Colline Pisane", "Montalbano", "Montespertoli" e "Rùfina", a
condizione che il prodotto in questione sia ottenuto da uve raccolte e
vinificate all’interno dei rispettivi territori. Gradazione minima:
11,5° per il vino Chianti e per i vini Chianti Colli Aretini, Colli
Senesi, Colline Pisane e Montalbano; 12° per i vini Chianti Colli
Fiorentini, Montespertoli e Rùfina e per quello con la specificazione
"superiore". Con un invecchiamento di almeno due anni (a decorrere dal
1° gennaio successivo all’anno della vendemmia), di cui almeno tre mesi
di affinamento in bottiglia, e con una gradazione minima di 12°, il vino
Chianti ("superiore" escluso) ha diritto alla qualifica "riserva". La
stessa qualifica spetta ai vini con la menzione di una delle sottozone
che hanno un invecchiamento identico e una gradazione minima di 12,5°.
Uso: da pasto o da arrosto. |